Blog
Cosa mangiare a Salerno: 5 specialità da provare

Foto: Popo le Chien, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons, ridimensionata
A pochi chilometri da Salerno, in un paese di pescatori della Costiera Amalfitana, si produce un condimento che si usa a gocce: un liquido ricavato dalle alici lasciate maturare sotto sale. Si chiama colatura di alici di Cetara, e dal 2020 il suo nome è protetto dall'Unione Europea. È un buon esempio di come si mangia da queste parti: prodotti con un'origine precisa, spesso a meno di un'ora di strada dalla tavola.
Ecco cinque specialità del territorio da cercare durante il soggiorno. Niente nomi di locali: basta chiedere, e fidarsi di chi le prepara.
1. Mozzarella di bufala campana DOP
È fatta solo con latte di bufala, ed è DOP dal 1996. La zona di produzione comprende tutta la provincia di Salerno, che ne produce una parte importante, soprattutto nella Piana del Sele, la pianura a sud della città. Il consiglio di chi abita qui: mangiala il prima possibile, non fredda di frigo, senza condimenti che ne coprano il sapore.
2. Colatura di alici di Cetara DOP
Quella del paragrafo iniziale. Le alici di Cetara vengono fatte maturare sotto sale, e il liquido che si raccoglie alla fine è la colatura. Un modo classico per assaggiarla è su un piatto di spaghetti con aglio e olio. Ne bastano poche gocce: è intensa e già salata, quindi attenzione al sale nell'acqua della pasta.
3. Limone Costa d'Amalfi IGP
Viene dalla varietà detta "sfusato amalfitano", riconoscibile per la forma allungata e affusolata. Si coltiva sulle terrazze di pietra della Costiera, quelle che qui chiamano "giardini di limoni", in dodici comuni da Vietri sul Mare a Positano. La buccia è molto profumata: se ti capita un dolce o un liquore fatto con questi limoni, si sente.
4. Carciofo di Paestum IGP
Dalla stessa Piana del Sele, la zona dei templi di Paestum, arriva un carciofo che ha ottenuto l'indicazione geografica protetta nel 2004. Cercalo nella stagione dei carciofi, tra la fine dell'inverno e la primavera, e se lo trovi in un menù provalo nella versione più semplice, arrostito o in padella.
5. Fico bianco del Cilento DOP
È un fico essiccato, ricavato dalla varietà Dottato e prodotto nel Cilento, la parte più a sud della provincia. È DOP dal 2006, e la denominazione riguarda proprio i frutti essiccati. È un ottimo ricordo da portare a casa: essendo secco, si conserva e viaggia bene in valigia.
Come muoversi
Il modo più semplice per trovare questi prodotti è girare tra le botteghe di alimentari del centro storico e chiedere cosa c'è di stagione. Il nostro B&B è proprio lì in mezzo, quindi la ricerca può cominciare appena usciti dalla porta.
Fonti
- Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP
- Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1529, registrazione "Colatura di alici di Cetara" DOP
- Ministero delle Politiche Agricole, "Limone Costa d'Amalfi" (Google Arts & Culture)
- Regolamento (CE) n. 465/2004, registrazione "Carciofo di Paestum" IGP (EUR-Lex)
- Gazzetta Ufficiale, riconoscimento del Consorzio di tutela del Fico Bianco del Cilento DOP (2024)
- Wikipedia, "Fico bianco del Cilento"