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Il Giardino della Minerva, l'orto dei medici di Salerno

Giardino della Minerva: un vialetto tra siepi potate porta a una fontana con colonne bianche e piante verdi

Foto: Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons, ridimensionata

Nel Medioevo, per diventare medico a Salerno bisognava anche imparare a riconoscere le piante. Non sui libri soltanto: dal vivo, con il maestro che le indicava una per una, dicendo nome e proprietà. Questa lezione aveva perfino un nome latino, ostensio simplicium, "la mostra dei semplici". Il posto dove succedeva esiste ancora, e si chiama Giardino della Minerva.

Una storia di famiglia

Il terreno apparteneva alla famiglia Silvatico già dal XII secolo. Nei primi decenni del Trecento uno di loro, Matteo Silvatico, medico della Scuola Medica Salernitana e grande conoscitore di piante, ci impiantò un "giardino dei semplici": un orto di piante medicinali al servizio dei maestri della Scuola.

Matteo Silvatico è ricordato soprattutto per un'opera, l'Opus pandectarum medicinae, una specie di enciclopedia dei "semplici", cioè delle parti di piante usate per preparare i rimedi. Secondo il Ministero della Cultura, quello di Salerno potrebbe essere il più antico orto botanico legato a una scuola di medicina.

Com'è fatto

Il giardino è costruito a terrazze, una sopra l'altra, sul fianco della collina che sale dal centro storico verso il castello. Ogni terrazza ha la sua vasca o fontana, decorata con concrezioni calcaree.

L'elemento che si ricorda di più è una lunga scalinata del Settecento, con pilastri a croce che reggono un pergolato. Salirla è un po' come attraversare il giardino in verticale, un livello alla volta.

L'acqua e il clima

Due dettagli spiegano perché le piante crescono così bene proprio qui. Il primo è l'acqua: sorgenti abbondanti, incanalate nel giardino, hanno permesso di coltivarlo per secoli. Il secondo è la posizione: esposto a sud e riparato dalla tramontana, il giardino ha un microclima mite, adatto a piante che amano caldo e umidità.

Il restauro

Il giardino che si visita oggi è il risultato di un restauro concluso nel settembre del 2000, che ha riportato alla luce gli elementi settecenteschi.

Consigli per la visita

  • Scarpe comode: i vialetti sono stretti e ci sono diverse scalinate ripide.
  • Vai con calma: guarda le piante pensando a come le usavano i medici medievali, è il modo migliore per capire il posto.
  • Controlla orari e biglietto sul sito ufficiale del giardino prima di andare, perché possono cambiare.

Dal centro storico ci si arriva a piedi in pochi minuti. Dal nostro B&B, che si trova nella stessa zona, sono circa 250 metri.

Fonti

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