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Una giornata a Paestum: i templi greci in treno da Salerno

Il Tempio di Nettuno a Paestum visto tra gli alberi, sotto un cielo sereno

Foto: Mentnafunangann, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons, ridimensionata

Prima di chiamarsi Paestum, questa città si chiamava Poseidonia, la città di Poseidone. La fondarono coloni greci venuti da Sibari all'inizio del VI secolo a.C., e il nome latino arrivò solo nel 273 a.C., quando Roma vi stabilì una sua colonia. Oggi i suoi templi si raggiungono in treno da Salerno, senza bisogno di noleggiare un'auto: una gita che sta comodamente in una giornata.

Come arrivare

La stazione di Paestum si trova sulla linea ferroviaria che da Salerno scende verso la Calabria, ed è servita dai treni regionali. Dalla stazione si entra nell'antica città attraverso Porta Sirena, una delle porte delle mura, e in un quarto d'ora circa di passeggiata si arriva ai templi e al museo. Chi preferisce può usare anche il servizio di bus collegato al treno che porta dalla stazione al parco archeologico.

Orari e biglietti cambiano: conviene controllarli sul sito di Trenitalia e su quello del Parco prima di partire.

I templi

I tre grandi templi dorici risalgono al VI e al V secolo a.C. e mostrano, uno accanto all'altro, tre momenti diversi dell'architettura greca in Italia. L'Enciclopedia Treccani li descrive come il complesso meglio conservato della Magna Grecia.

I nomi con cui li conosciamo, però, sono in parte frutto di vecchie interpretazioni. Quella che tutti chiamano "Basilica" era in realtà un tempio dedicato a Era. Anche il cosiddetto "Tempio di Nettuno", per gli studiosi, era un tempio di Era. E il "Tempio di Cerere" viene identificato come tempio di Atena. Leggere i cartelli sapendo questo rende la visita più divertente.

Le mura

Le mura di Paestum, del IV secolo a.C., hanno una pianta a pentagono e quattro porte. Se avanza tempo, vale la pena percorrerne un tratto: si capisce meglio quanto fosse grande la città.

Il museo e il Tuffatore

Non saltare il Museo Archeologico Nazionale. Qui è custodita la Tomba del Tuffatore, una tomba affrescata del 480-470 a.C. che prende il nome dalla figura di un uomo che si tuffa, sulla lastra di copertura. Il museo conserva anche le metope del santuario di Era alla foce del Sele, lastre di pietra scolpite con scene mitologiche del VI secolo a.C.

Un patrimonio dell'umanità

Dal 1998 Paestum fa parte del patrimonio mondiale UNESCO, insieme a Velia, l'antica Elea, che oggi è gestita dallo stesso Parco archeologico.

Consigli pratici

  • Parti presto: tra templi, mura e museo la giornata si riempie in fretta.
  • Acqua e cappello nei mesi caldi: nell'area archeologica l'ombra è poca.
  • Scarpe comode: si cammina molto, spesso su terreno irregolare.

La sera si torna a Salerno con lo stesso treno, e dal nostro B&B nel centro storico la stazione si raggiunge a piedi.

Fonti

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